Protocolli spaziali – Introduzione

spacecom“Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione è quella di esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima.”

Quante persone hanno sognato, ascoltando questa frase, di vivere nel mondo di “Star Trek” e poter viaggiare per la galassia a bordo dell’Enterprise?
Ma soprattutto quante persone si sono domandate come potessero funzionare tutte quelle tecnologie fantascentifiche?
In verità penso molte, visto che molte cose viste in Star Trek, sono poi diventate oggetti usati nella vita quotidiana. Basti visitare un qualsiasi fansite per vedere come i cari floppy disk o i Pad sono stati presentati proprio in questa serie di fantascienza.

Di recente ho letto che la NASA in collaborazione con Vint Cerf, uno dei papà del protocollo TCP/IP, ha sviluppato il protocollo Bundle per poter estendere le capacità di Internet al di fuori dell’atmosfera terrestre. Leggendo questi articoli ho iniziato a domandarmi come potesse mai funzionare un protocollo spaziale.

Innanzitutto nello spazio non ci sono collegamenti affidabili come sulla terra,. Ed inoltre i tempi di trasmissione sono enormi. Basti pensare che un’onda elettromagnetica inviata dalla Terra a Marte impiega circa 20 minuti per arrivarci. In pratica buona parte della tecnologià attualmente sviluppata per Internet è inutile nello spazio, perche usa come presupposto quello di avere dei collegamenti “veloci”.
Forse per poter vedere qualche cosa funzionare dovremmo riesumare qualche protocollo utilizzato agli albori dell’era telematica come Kermit e XModem od il più “moderno” X25, nella sua incarnazione per RadioPacket. Ma anche con questi protocolli il trasferimento di informazioni sarebbe arduo a causa dell’elevatissima latenza dei collegamenti.
Discorso a parte è la sicurezza del collegamento, sia per quanto concerne la riservatezza dei dati, sia per l’autenticazione/autorizzazione all’uso dell’infrastruttura.

Penso di poter dire che realizzare un protocollo che possa essere utilizzato in una Internet interplanetaria sia un’ardua sfida ingegneristica.

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Informazioni su Vincenzo Iacobelli

Esperto sistemista, con esperienza ultradecennale nella gestione di sistemi Linux/Unix based, Cisco Systems e di telecomunicazioni in generale. Ad oggi marito e padre felice, che condivide con la propria compagna di vita la dolce è difficile esperienza di genitore.
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