La guerra di secessione europea

La crisi economico-finanziaria di qeusti anni, sta mettendo a dura prova la solidità dell’Europa.
Ormai la Grecia è data per spacciata, la Spagna inizia a scricchiolare anche lei. Sull’orlo del baratro si affacciano anche Irlanda e Portogallo.
E mentre in pubblico si fanno apprezzamenti e congratulazioni sull’operato dell’Italia per uscire dalla crisi, nel mondo della finanza il nostro paese sta per diventare la prossima preda da sbranare.
La causa di questo cancro è sempre la stessa, la speculazione finanziaria che sta facendo arricchire pochi soggetti ben nascosti all’opinione pubblica, e che contemporaneamente condanna alla povertà migliaia di persone.
Basterebbero poche regole a livello globale, come quello di differenziare di nuovo tra banche di investimento e banche di risparmio, togliendo cosi risorse a quegli uomini senza scrupoli che nascosti dietro ai loro schermi pieni di numeri, decidono il destino del mondo. Ma il tumore della speculazione ormai ha metastasi in ogni centro di potere.
Per l’Unione Europea, la strada per uscire da questa brutta situazione è stata indicata dalla cancelliera tedesca. La strada da seguire sarebbe quella di compiere un salto epocale, federando tutti gli stati europei e trasformando il continente in una potente nazione. Ovviamente nessuno stato europeo è disposto a perdere la propria indentità.
Ma dietro a questo egoismo di facciata e mia opinione che si stia combattendo una guerra molto più sottile e subdola. Io penso che ci sia un disegno che miri a creare due Erope. La prima forte, industrializzata e con un economia fiorente. La seconda debole e asservita alla prima. Praticamente una guerra di secessione. Ma come in quella americana, sarà il nord a vincerla ed al sud non rimarrà che capitolare.
Non è la prima volta che si parla di europa a dua velocità, di seria A e di serie B, ma è la prima volta che ci sono i presupposti per crearla.
Il sistema sarebbe semplice, ed è già in atto. I paesi deboli hanno un alto debito pubblico, questo debito è in mano ai sistemi bancari nazionali. I sistemi bancari sono supportati dalla BCE che presta il denaro. Ad un certo punto le banche vengono assaltate, come è successo lunedi scorso a Milano dove i titoli bancari sono crollati anche dell’8 per cento. A questo punto le banche sul baratro vengono acquistate per quattro soldi da chi in mano ha anche derivati CDS. A quel punto mettere all’angolo un paese ci vuole poco, basta attendere che vengano messi all’incasso le obbligazioni sovrane ed il paese preso di mira è in default. A quel punto inizia il mio primo guadagno, in seguito avendo ancora in mano il debito vero è proprio della mia preda, posso deciderne il destino ed imporre legge. A quel punto i paesi forti dell’euro si trovano a spartirsi il loro bottino avendoci anche guadagnato sopra.
Ma vale la pena buttare tanto lavoro fatto per cercare di unificare l’europa? non sarebbe più conveniente per tutti pensare sul lungo periodo e fondarli sti stati uniti d’Europa?
Almeno inizieremmo a controllare finalmente il mondo, dagli USA alla Cina detteremmo noi legge.
Putroppo l’uomo e stupido e se non si da una mossa gli scenari che si presentano non sono tanto rosei, ne per gli europei, ne per gli altri.
Speriamo bene

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Informazioni su Vincenzo Iacobelli

Esperto sistemista, con esperienza ultradecennale nella gestione di sistemi Linux/Unix based, Cisco Systems e di telecomunicazioni in generale. Ad oggi marito e padre felice, che condivide con la propria compagna di vita la dolce è difficile esperienza di genitore.
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