IPV6 ma ci è … o ci fa?

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Da questa estate, prima in sordina e poi sempre più forte, su internet corre la notizia che lo spazio di indirizzamento del protocollo IP versione 4 sta per esaurirsi.

A dire il vero è da anni che periodicamente saltano fuori stima sul tempo rimasto prima che Internet collassi per mancanza di indirizzi IP liberi. Molti operatori del settore, istituti di ricerca, etc. hanno cercato di far decollare l’unica soluzione a tale problema, ovvero l’adozione del protocollo IP versione 6 o più comunemente l’IPv6, ma con scarsi risultati.

Ma all’utente di Internet, quell’omino che ogni giorno invia una e-mail senza sapere, ne come, ne perchè, la sua e-mail arriva a destinazione, cosa comporterà l’esaurimento degli indirizzi IPv4?

Personalmente penso che per prima cosa, gli operatori di telecommunicazione, inizieranno a recuperare indirizzi IP sulle proprie reti facendo uso intensivo di NAT e VPN. Molti utenti, specialmente casalinghi, potrebbero trovarsi all’improvviso senza la possibilità di usare dei servizi per via del NAT, imposto dall’operatore che fornisce il collegamento Internet. Un pò come succede oggi con Fastweb. Un esempio di tali servizi potrebbe essere il peer-to-peer, con somma gioià delle lobby musicali e cinematrografiche. Ma come può un’utente iniziare ad usare il protocollo IPv6? Cosa ci può fare già oggi?

Molti siti importanti hanno messo già i loro sistemi anche su rete IPv6, come ad esempio Google, attraverso la URL http://ipv6.google.com. Molti DNS e server di posta sono già utilizzabili con l’IPv6.

L’utente ha tre possibilità per poter accedere ad Internet IPv6.

La prima e forse la più semplice consiste nell’usare un tunnel broker. Una sorta di provider IPv6 alla quale ci si collega in VPN e sulla quale viaggia poi tutto il traffico IPv6 da/verso la rete/postazione utente.

La seconda, che è l’ideale, è avere il vostro fornitore di connettività che Vi collega direttamente attraverso il protocollo IPv6, come accade in USA e Giappone.

La terza, che è una via di mezzo tra quelle di cui sopra, è l’uso dei tunnel 6to4, che rispetto aiVPN dei tunnel broker sono molto più performanti in quanto la tratta VPN è più corta ed è interna alla rete del proprio provider.

Le stime parlano di altri 12 mesi prima che Internet si veda costretta ad una migrazione imperativa verso IPv6.L’uso di IPv6 non limita l’accesso alla rete IPv4, non è vero il contrario, Il mio consiglio è quello di adottarlo il prima possibile informandosi prima presso il proprio provider se è disponibile tale protocollo od in alternativa con le altre soluzioni.

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