Giallo Concordia

I miei pensieri

Da una settimana ormai, i media di tutto il mondo, ed in particolare quelli italiani, sono monopolizzati dalle immagini del naufragio della costa concordia.

In questa vicenda putroppo ci sono fino ad ora 11 vittime accertate, ma ci sono anche delle persone che la stampa italiana ha definito eroi.

Quello che mi colpisce e la solita superficialità con la quale noi italiani affrontiamo notizie del genere. In due minuti abbiamo già identificato i buoni ed i cattivi della vicenda.

A circa una settimana dall’incidente abbiamo il cattivo, una specie di capitano Kirk a cui le cose sono andate male. Abbiamo una povera società che per colpa di un inetto sta avendo gravi conseguenze economiche. Abbiamo un comandante della marina senza macchia e senza paura che sembra uscito dal più classico dei film americani. Di fatti concreti resta pero solo che la nave si è schiantata su di uno scoglio.

Non so a voi, ma a me questa vicenda crea una grossa inquetudine.

Iniziamo dal comandante Schettino, che in questi giorni è diventato l’emblema della codardia. Io penso invece che l’unica colpa del capitano sia stata quella di avere paura. Certo un capitano di una nave del genere non dovrebbe solo superare esami di idoneità tecnica, ma anche di idoneità piscologica al comando. Parliamo sempre di una nave di 120 mila tonnellate.

E’ qui nasce secondo me la responsabilità della Costa, il cui comportamento mi sembra molto ambiguo. Perchè la compagnia, che è informata dei fatti quasi in tempo reale, non redarguisce il capitano sui suoi doveri? Perchè nega l’uso della pratica della navigazione sotto costa, che in passato ha anche osannato? Perchè non ha sollevato dal comando il comandane Schettino quando ha avuto evidenza dell’incapacità di quest’ultimo a gestire l’emergenza?

Infine il terzo soggetto che secondo me ha delle responsabilità e la stessa capitaneria di porto e vi spiego perchè. Girando su Internet, ho scoperto che esiste un sistema che si chiama AIS, peraltro obbligatorio su tutte le grandi navi, che informa in tempo reale i parametri di navigazione di una nave (posizione, velocità, rotta, etc.) alle capitanerie ed alle altre navi. Ho trovato anche un sito Internet su cui è possibile consultare queste informazioni in tempo reale. Se su Internet c’è un sito pubblico dalla quale posso dedurre se una nave nel mondo ha deciso di schiantarsi su degli scogli, immagina cosa debba avere la capitaneria di porto! E se la legge vieta la navigazione sotto costa, mi domando io, ma il comandante De Falco e company, con sto popò di strumentazione, che cosa stava facendo quando Schettino ha deciso di fare lo “sborone” con la pischella moldava?

Ovviamente a queste domande non avrò mai risposta, perchè la magistratura e troppo impegnata a rilasciare interviste ed a litigare sul fatto che Schettino debba andare in cella invece di stari ai domiciliari.

Ciliegina sulla torta è la dichiarazione del ministro Clini, che ha garantito che entro la settimana prossima verrà approvato nel Consiglio dei Ministri, un decreto per vietare la navigazione sotto costa. Scusi Onorevole Sig. Prof. Ministro, ma la legge non c’era già? A questo punto faccia approvare un decreto in cui si dice che la legge deve essere rispettata? Questo si che sarebbe un bel passo in avanti in Italia. E poi ci lamentiamo che la Merkel e il Sarkozy ci tirano i coppetielli.

L’unico a rimetterci le penne sarà il povero Schettino, perchè in tutta questa facenda veramente è stato un pollo.

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