DNS: Un po di definizioni

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Dopo l’introduzione della puntata precedente, adesso impariamo un pò di definizioni del sistema DNS.

Come abbiamo detto nell’articolo precedente, il nome a dominio è suddiviso in livelli. Ogni livello rappresenta un  gradino della scala gerarchica mondiale.

Abbiamo i domini di primo livello geografico come .it .fr .us e i domini di primo livello funzionali .com .gov .edu etc. Sotto un dominio di primo livello possiamo avere dei domini di secondo livello, come google.com e jcon.it e cosi via.

Ogni dominio fà riferimento almeno ad una zona. Una zona è un gruppo di record di un dominio e di tutti i suoi subordinati. Una zona può contenere delle deleghe per dei domini sottoposti a quello a cui si riferisce. In questo caso devono essere create altre zone per quei domini sottoposti.

Ogni zona può risiedere su di un solo server DNS o su più server DNS. Nel caso di più server, uno di questi viene definito primario e a quest’ultimo fanno riferimento gli altri server, detti secondari, per sincronizzare i loro database.

Un server DNS viene detto autoritario per un dominio quando nel suo database sono presenti le zone, parliamo quindi di DNS primario o secondario per quella zona, per il quale fornisce le risposte.

Un server DNS può essere anche definito server cache, quando nel suo database non sono presenti zone, ma si limita ad inoltrare solo le richieste dei client verso altri server autoritativi. In questo caso memorizza i risultati delle varie query che effettua per velocizzare le richieste.

Ogni zona viene definita attraverso un record SOA, che indica il server DNS primario, i secondari, il numero di versione della zona (in questo modo i secondari riescono a capire quando devono aggiornare i loro database), il tempo di validità dei dati (cosi i server cache possono capire quando cancellare i dati in loro possesso perchè obsoleti), più altri dati necessari alla sincronizzazione tra primari e secondari.

Quando in una zona definiamo una delega per una zona sottoposta, nel nostro database dobbiamo definire, attraverso i record NS e A, sia il hostname del/dei server DNS a cui deleghiamo il nostro ramo di dominio, sia gli indirizzi IP, nel caso in cui l’hostname appartenga al nostro dominio.

Nella prossima puntata inizieremo a lavorare un pò con il server ISC BIND e  a mettere in pratica quanto definito fino ad ora.

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